• Vuoi contattare il Comitato decennale Luigi Veronelli?
  • Chiamaci al numero 348 3512580S oppure scrivi a a.rota@luigiveronelli.it

Le altre iniziative

Tignanello. Una storia toscana

Un avvenimento di gran prestigio ha chiuso i sei mesi di apertura del complesso monumentale di Astino e la mostra su Luigi Veronelli: la famiglia Antinori, vinattiera dal 1385, ha voluto presentare nell’ex-monastero vallombrosano di Bergamo, il libro sulla storia del glorioso vino italiano, precursore dei Super Tuscans. Scritto da Piero Antinori ed edito da Cinque Sensi, è anche un omaggio a Veronelli.
Tignanello. Una storia toscana

Albiera Antinori, vice-presidente della Marchesi Antinori, Nadia Ghisalberti, assessore alla cultura e turismo del comune di Bergamo, Fabio Bombardieri, presidente della fondazione Mia (a cui fa capo il monastero), Andrea Bonini, direttore del seminario permanente Luigi Veronelli, e Gian Arturo Rota, presidente del comitato decennale Luigi Veronelli, hanno animato l’incontro. Del Tignanello si è ricordata la genesi, le persone che hanno aiutato a coronarlo tra i vini più importanti al mondo, la convinzione della famiglia di rinunciare sin da subito alla denominazione di origine Chianti, le cure certosine in vigna e in cantina, la certezza di produrre non solo un vino ma un’icona e di rappresentare non solo una terra, la Toscana, ma un modo di fare vino tanto da considerarlo l’artefice del rinascimento dell’enologia italiana. Un orgoglio nostro, il Tignanello.

Ecco l’incipit del libro:

Ho 76 anni, sono a capo dell’azienda da 49, porto un cognome che esiste da almeno sette secoli. Più o meno da allora è un cognome legato al vino… e ancora oggi, mentre in vigna inizia a lavorare la ventisettesima generazione della famiglia e mentre in cantina è pronta l’annata 2012, ecco, oggi, vorrei che questa fosse la storia di un luogo e di un vino, che portano lo stesso nome. E vorrei che questa potesse essere anche, in qualche modo, la storia di come nasce e matura ogni grande vino.

Assaggiate due annate, 2012 e 2004, diverse eppure accomunate da eleganza e possenza, servite con formai de mut, bitto e branzi bergamaschi (un abbinamento indovinato), offerti dall'associazione San Matteo-Tre Signorie e raccontati dal presidente, Francesco Maroni.


Tignanello. Una storia toscana
Torna alle iniziative